Fast Track

Fast Track

Il protocollo Fast Track, in ambito ortopedico, è applicato a tutta la chirurgia articolare, sia ripartiva che sostitutiva. In ambito protesico è eclatante il significativo recupero in termini temporali ed in termini di efficacia clinica.

Che cosa prevede?

Un approccio multidisciplinare caratterizzato dal coinvolgimento delle figure mediche, chirurgiche, riabilitative e soprattutto del coinvolgimento del paziente.

I principali benefici riguardano:

Riduzione della degenza ospedaliera

Maggior coinvolgimento del paziente nel percorso terapeutico

Riduzione del rischio di complicanze

Ripresa più rapida e minori costi di ospedalizzazione

Essenziale ai fini del raggiungimento dei risultati del protocollo Fast Track è anche il coinvolgimento del paziente e dei suoi famigliari, ai quali vengono fornite informazioni estremamente dettagliate da parte degli operatori sanitari.

L’ortopedia si presta particolarmente a questo approccio. Il paziente operato, molto spesso, è in buone condizioni generali e la possibilità di tornare presto a casa è sinonimo di inizio celere del percorso riabilitativo.

Tutto comincia con la selezione dei pazienti idonei, così da ottimizzare le possibilità di ridurre i tempi di ospedalizzazione e quindi di malattia.

Selezione dei pazienti. A tal proposito è necessario tenere conto di:

Tabagismo e frequenza nel consumo di alcolici;

Ansia in vista dell’intervento e depressione;

Obesità o malnutrizione;

Anemia pre operatoria.

Il giorno dell’intervento, il paziente viene accolto in sala operatoria dall’anestesista e dal personale infermieristico dedicato. L’anestesia viene eseguita tenendo conto delle indicazioni fornite in fase di prericovero. Una volta terminato l’intervento, il paziente viene sottoposto a un periodo di osservazione ai fini di monitoraggio delle sue condizioni cardiorespiratorie e per eseguire alcuni controlli radiografici

Il protocollo Fast Track prevede poi il ritorno in reparto, situazione in cui viene valutata la presenza di eventuali criticità, così come lo stato delle funzioni motorie e sensitive dell’arto coinvolto dalla procedura chirurgica. Dopo questo step intervengono i fisioterapisti che, dopo aver eseguito gli esercizi di mobilizzazione articolare, aiutano il paziente a riprendere a camminare con l’ausilio di un deambulatore antibrachiale.

Nei successivi due giorni si procede con l’incremento degli esercizi di recupero funzionale, con il fine di raggiungere obiettivi come la salita e la discesa autonoma delle scale con l’aiuto delle stampelle canadesi.
Dopo 3/4 giorni dall’intervento vengono formalizzate le dimissioni dalla struttura operatoria. In questo frangente il paziente può tornare al proprio domicilio o essere trasferito in una struttura destinata alla riabilitazione.

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